Dalle cronache di Barbara Olivi:
"... alle 23.00 arriva una telefonata allarmante a carico destinatario: è Cristina in lacrime dall’ospedale. Suo figlio di 10 anni, il simpatico Sherry, frequenta il nostro progetto di alfabetizzazione, nel pomeriggio è caduto dal tetto di casa nel correre dietro ad una palla, riportando trauma cranico. E’ ricoverato al reparto di rianimazione del vicino ospedale Miguel Couto e il suo stato è considerato grave.
L’ansia ci assale insieme alla sensazione di impotenza, congetturiamo piani di assistenza per la famiglia costituita dalla mamma come unica responsabile di 6 figli e 5 nipoti piccolini, sicuramente avranno bisogno di aiuto, e turni di presenza in ospedale per sostituire la mamma dandole la possibilità di tornare velocemente a casa per provvedere agli altri ragazzi e fare almeno una doccia e cambio di abiti: è Julio a prendersi in carico la famiglia, trascorrendo ore con il piccolo Sherry, incoraggiando la famiglia e parlando coi medici sulla situazione del bimbo.... che pare migliorare lentamente ma ogni giorno!
E così se ne va un’ altra notte turbolenta, il sonno passa, con la forza mistica dell’amore che proviamo per lui e la valenza di pensieri positivi, cerchiamo di sostenere da lontano la lotta per la vita che questo bimbo allegro e sempre sorridente, starà affrontando in questo momento.
Nel frattempo fuori, la favela vive la sua ennesima notte di prorompente umanità, il ballo funky del Varandão scuote a tutti decibel le sottili pareti degli immobili vicini, il traffico delle centinaia di moto taxi sfreccia indaffarato, bambini giocano ad ogni ora di giorno e notte nella piazzetta sottostante, tutto continua come sempre.
Sherry ce la farà!"
Ora il bimbo è tornato a casa, di nuovo felice e sorridente e noi tiriamo il fiato. Piccole vite scorrono...











