Una, cento, mille storie della favela: vi presentiamo un racconto di Barbara Olivi, uno di quelli per cui vale la pena, ancora una volta, ringraziarvi per tutto l'appoggio che ci date.
Per ragioni di riservatezza e sicurezza, i nomi originali sono stati sostituiti, ma la sostanza del racconto non muta: vita vera.
ilsorrisodeimieibimbi.org
Un atto di solidarietà. Un gesto d'amicizia. Un mondo di pace.
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Oltre a rinnovare il ricordo del piacevole e interessante incontro presso la nostra comunità e del costante sostegno, consideravo doveroso raccontare di Dona Levinha, la delicata dolce nonna che così spontaneamente ci ha invitato a casa sua per un buonissimo caffè.
Julio raccontò allora come uno dei suoi figli, lavoratore non coinvolto in attività criminali, si trovò invece nel posto sbagliato al momento sbagliato per un atto solidale di amicizia.
Il ragazzo era amico intimo dell'allora capo traffico della Rocinha e gli aveva portato il pranzo nella casa dove si nascondeva da solo, senza alcuna protezione, proprio per non mettere in pericolo la vita dei suoi soldati: era lui che la polizia voleva.
Proprio in quel momento però la Bope (corpo speciale per le operazioni speciali di polizia, ndr) arrivò, li circondò, e dopo un breve confronto i due si arresero.
Vennero però sospinti all'interno del rifugio e lì trucidati nonostante la resa. Il filgio di Dona Levinha venne trascinato fino alla strada principale con l'intestino di fuori, a pubblica beffa.
Questo avvenne nell'aprile del 2004. Julio è molto amico di tutta la famiglia e da allora un altro fratello compensò l'affetto venuto meno; io lo conoscevo come Comida, educato e sempre ben umorato, ogni volta che ci incrociava insieme, Julio ed io, non mancava di fare commenti positivi sul nostro matrimonio di amore e di ideali, e apprezzava il mio costante SORRISO...
L'ho visto l'ultima volta lungo la via Apia, mi ha ringraziato per le nostre visite alla sua mamma. Anche Julio lo ha incrociato lungo un vicolo, e lo intendo adesso come un commiato.
Lo stesso giorno il ragazzo, 38 anni, è sparito. Lui sì che aveva traffici loschi, era già stato in carcere, ma noi non sappiamo più di questo, poichè nonostante la vicinanza affettiva ci ha sempre tenuti ben lontani dai suoi giri.
Testimoni dicono di averlo visto al distributore all'entrata della favela con uno scooter. Gli occupanti di una macchinona nera con i finestrini oscurati lo hanno sospinto con la forza al suo interno e da allora è iniziato il calvario della famiglia presso le questure e l'obitorio.
Stasera lo hanno trovato alla deriva sulla spiaggia di San Conrado. Domani forse i dettagli.
Julione piange un ennesimo amico scomparso prematuramente, un'atra esistenza spezzata dalla precarietà della vita in favela, come in tanti altri luoghi del mondo.
Questo è il mondo dove noi viviamo. Non so come riuscirò ad avvicinarmi a quella fragile donna domani, madre più volte privata dei propri figli, e in modo violento.
Ciao ragazzi, la serata è triste. A presto









