Rocinha 6 febbraio 2011
LO ZUCCHERO FILATO DI IGNAZIO CLAUDIA.
Ignazio è un signore grande, alto, tranquillo, panciotta e capelli ondulati, morbido o fofinho in portoghese, e direi non bello, ma dolce e simpatico. Mio marito Julio lo conosce da tanti anni perchè fa il venditore ambulante all'ngresso della RUA UM (strada uno), che nonostante la denominazione rua = strada in realtà è un beco = vicolo stretto e angusto, tipico della connotazione urbanistica di favela e forzatamente pedonale, per essere sempre più stretto man mano che ci si allontana dall' accesso principale, impervio, sconnesso, disseminato di ostacoli e a carattere torrenziale, che significa che quando piove, quelle sane, improvvise cataratte tropicali, il precario sistema di fognatura e scorrimento acque nere non sopporta l'aumento di volume che pertanto trova nei vicoli a cielo aperto canali artificiali di deflusso con conseguenti danni e disagi a dimore e abitanti.
RUA UM, fucina delle più svariate attività commerciali, teatro di intensa manifestazione di vita quotidiana e notturna, che spesso chiamo con sarcasmo la "moyenne corniche della Rocinha" come quella di Nizza , si dipana in lunghezza da cima a valle, accompagnando la mezza costa della montagna Dois Irmoes, blocco granitico affascinante e marcante nello skyline della comunità sviluppata sulle sue pendenze, come nella organizzazione della propria vita sociale, perché ne condiziona il ritmo, l'economia, la ipotetica qualità di vita e le effettive difficoltà che esistono nelle aree più elevate e lontane da strade di viabilità e accesso, questo possibile unicamente a piedi in salita o discesa, ostacoli insuperabili per donne incinte, cittadini portatori di deficienze fisiche, o anziani, malati o semplicemente stanchi.
Quanti personaggi si incontrano lungo la RUA UM, fascino di storie e circostanze spesso surreali, scene si accavallano in cacofonia di suoni, grida, richiami, musiche ovunque che disputano competizioni di audience a decibel assordanti, umori e odori, giochi di aquiloni colorati, galline cani e ratti, bambini e risa e pance gravide, panni stesi, visione di miseri interni di abitazioni umide, spaccati di vita vissuta e conquistata con dignità e coraggio e voglia di esserci comunque.
E' qua che lavora anche Ignazio, venditore ambulante di strada senza licenza, il suo banchetto collocato dopo il pescivendolo e l' hamburger, appena prima del Boteco del sr. Raimundo, offre chincaglierie, assortimento di mercanzia che segue le festività del calendario, lucine intermittenti e fiocchi per natale, fuochi di artificio a capodanno, maschere e trombette a carnevale, giocattoli per la festa dedicata all'infanzia, e così via.
E' l'unico a disporre di una macchina, apparentemente rudimentale ma atta all' uso, per fare lo zucchero filato al momento, così viene contrattato per partecipare a feste della comunità dove produce nuvole colorate rendendo felici file che non finiscono mai di bimbi e adulti che riscoprono la propria fanciullezza gustando una coccola di zucchero e ritornando con la memoria al tempo passato.
Ebbene, a me Ignazio piace, ci salutiamo sempre affettuosamente e quando mi vede passare nel suo vicolo, anche se sono in mezzo ad un gruppo di visitatori, attira la mia attenzione per l' abbraccio di rito. Cambia spesso il colore della chioma ondulata, dal blu indaco al rosso tiziano, e ai lobi delle orecchie sfoggia anelli da pirata.
Grazie ad una donazione mirata da parte di amici italiani residenti a Rio de Janeiro, siamo stati in grado di affrontare i costi per contrattare Ignazio e la sua macchina e offrire zucchero filato - sono stati circa 600 bastoncini - durante la festa di conclusione anno scolastico della scuola materna SACI SABE TUDO nella favela Rocinha, uno dei progetti umanitari educativi della nostra associazione "iI sorriso dei miei bimbi" . Festa organizzata - nessun costo per lo spazio concesso - nel patio della scuola pubblica Ayrton Senna il 19 Dicembre 2010.
Durante la festa, in una pausa di produzione di zucchero filato per lasciare giusto spazio alle rappresentazioni organizzate dalle maestre con i bimbi della propria classe, IGNAZIO mi si avvicina e con fare complice mi chiede se non avevo notato nulla di nuovo in lui.
Dunque dunque, medito e osservo, non ha gli orecchini. NO, non è questo. Ha cambiato il colore dei capelli. SI' è vero, ma non è quello. Esito e desisto.
"Ma come Barbara, non vedi che ho le tette??"
In effetti avevo osservato sotto la maglietta quello che sembrava essere un reggiseno a spalline incrociate sulla schiena che rinforzava il sospetto di accennate protuberanze che in un uomo grassottello sono naturali esuberi pettorali. Non avevamo mai avuto occasione prima di scambiare chiacchiere più intime o commenti spontanei sulla sua sessualità, in realtà non mi ero mai soffermata a riflettere su di lui, la nostra è una amicizia spontanea e episodica, nata e coltivata lungo la strada. Lui è sicuramente un personaggio particolare, ma come ce ne sono tanti qua in favela, inoltre non avevo mai colto atteggiamenti femminili.
Mentre le rappresentazioni si susseguono nell' allegria generale, mi racconta delle ripetute iniezioni di silicone affrontate per far crescere il seno e con disarmante semplicità e evidente soddisfazione mi rende complice del suo intimo, della lotta affrontata da anni per realizzare desiderio e necessità di manifestare la donna che sente di essere.
Mi invita pertanto, come ovvia conseguenza della sua nuova manifesta identità, a usare da quel momento in poi il nome scelto CLAUDIA, da Claudia Raia una bellissima attrice di telenovelas alta quanto lo è lui, e a rivolgermi a lui al femminile........ in che stato confusionale sono incappata poi, la festa ancora in pieno svolgimento, quando lo chiamavo Ignazio e lui mi correggeva, se gli parlavo al maschile ripeteva la frase al femminile, mentre evitavo di comunicare con lui, opssss con lei, davanti ai bambini nuovamente in fila, per mia inesperienza della situazione inusitata.
La festa di fine anno della Scuola SACI SABE TUDO è stata un vero successo, tanti momenti ne hanno marcato l' esito positivo, la giornata di sole e pace, lo spazio aperto e ventilato, l'animazione ben organizzata, la solerzia dell' equipe di lavoro, l' arrivo di Babbo Natale con bei regali per i cuccioli della Rocinha e tutti presenti (ne portiamo sempre una quantità di scorta per non deludere invitati e amichetti che sempre intervengono alle feste, quindi ci prepariamo) e sicuramente anche le centinaia di bastoncini di zucchero filato che Ignazio Claudia ha distribuito per ore con infinita pazienza.
Sorge spontaneo un senso di gratitudine a CLAUDIA per l' esempio che ci consegna di lotta e di vittoria, raggiunta in un ambiente degradato che l' opinione pubblica condanna a priori alla sconfitta.










