Morire di machismo

Uno studio condotto dall’IPEA (l’Istituto brasiliano di Ricerca Economica Applicata) ha portato alla luce una realta’ sconcertante: in Brasile ogni mese si registrano 472 casi di femminicidio. Quasi 16 al giorno, circa uno ogni mezz’ora.  download

Tra le aree del Paese, il Nord Est e’ quella in cui per le donne e’ piu’ pericoloso vivere. Nello stato di Espirito Santo, infatti, la media calcolata per le vittime di machismo nel triennio 2009-2011 e’ 11.24 su 100 mila mentre a sud, negli stati di Santa Caterina e Sao Paulo, la media dei casi scende a 3. Ad essere bersaglio di violenze omicide sono perlopiu’ giovani donne di eta’ compresa tra i 20 e i 39 anni, il 61% delle quali di origine afro-brasiliana e con un livello di istruzione generalmente basso.

I dati parlano chiaro: la mancanza di educazione e la carenza di servizi sono un mix letale non solo per la componente femminile della comunita’, ma per la societa’ intera. Secondo le statistiche, gli esecutori sarebbero partner, fidanzati ma anche altri membri del gruppo famigliare. E che lo si voglia credere o meno il 31% dei delitti e’ commesso per strada.

Il documento che Leila Posenato Garcia – tecnica per la Pianificazione e la Ricerca presso IPEA – ha presentato il 25 aprile scorso alla Comissione per la Sicurezza Sociale presso la Camera dei Deputati, ribadisce che i numeri, di per loro gia’ incredibilmente alti, sono purtroppo da considerarsi solo la punta dell’iceberg. “La violenza contro le donne comprende una vasta gamma di atti che vanno dagli abusi verbali ad altre forme di abuso download (1)emotivo, fisico o sessuale. Il femminicidio, ovvero l’uccisione intenzionale di una donna, si posiziona solo alla fine di questo spettro”.  La parte sommersa dell’iceberg e’ un mondo di violenze perpetrate nel quotidiano, spesso tra le mura domestiche e nell’indifferenza della comunita’.

La legge Maria da Penha, introdotta nel 2007, non e’ stata in grado di arginare questo fenomeno, che dal 2009 in poi ha subito un’impennata allarmante. La sfida per i centri di ricerca e le autorita’ che devono intervenire per far fronte al problema e’ ottenere informazioni utili alla prevenzione. Nella maggior parte del Brasile i sistemi informativi non documentano il movente o il rapporto tra vittima e carnefice, rendendo molto piu’ problematica l’individuazione di schemi comportamentali che possano essere corretti tramite la sensibilizzazione e l’educazione.

 

Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus opera da oltre quindici anni in una delle aree piu’ povere del Brasile, la favela carioca di Rocinha, dove promuove i diritti di cittadinaza e di istruzione di centinaia tra bambini e giovani. Sostenerci e’ facile, scopri qui come!

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