Favelas di Rio, la polizia uccide ancora

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Sabato 4 aprile, João Batista Soares de Souza, 29 anni, era appena tornato a casa dal lavoro, nella favela Manguinhos, zona nord di  Rio de Janeiro.

Giusto il tempo di togliersi la camicia e di affacciarsi alla finestra: un colpo di fucile sparato da un poliziotto a bordo di un “Caveirão” lo ha raggiunto alla testa e lo ha ucciso davanti alla moglie e ai suoi tre figli.

“Caveirão”, letteralmente “grande teschio”, così sono chiamati gli enormi veicoli blindati del BOPE – Battaglioni Operazioni Speciali, la famosa “truppa d’elite” della polizia militare carioca – che agiscono nelle favelas di Rio de Janeiro.

Erano da poco passate le 11 del mattino quando la pattuglia della polizia è arrivata nella piccola favela carioca e, secondo le testimonianze unanimi degli abitanti, la zona era tranquilla e non era in corso alcuna sparatoria.

A nulla sono servite le grida di aiuto della moglie, nessuno dei poliziotti ha prestato soccorso alla vittima, ed anzi dalle ricostruzioni dei testimoni, sembra che i polizziotti si siano allontanati dalla zona con una certa agilitá.

Con l’approssimarsi delle Olimpiadi, come spiega l’attivista Fransergio Goulart nel video che vi presentiamo, le “operazioni” della polizia nelle favelas di Rio, si stanno intensificando e lasciano dietro di se troppe morti innocenti.

Un dato diffuso da Amnesty International spaventa anche le menti piú moderate: dei 58mila morti del 2012 in tutto il Brasile, 30mila sono giovani tra i 15 e i 29 anni; di questi, il 70% sono maschi, neri, residenti nei quartieri suburbani.

Per vedere il video, clicca qui.

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