Politecnico Social, al via il progetto in Rocinha

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Il Politecnico di Milano, nello specifico il corso di laurea magistrale in Building and Architectural Engineering, la Escola Politécnica, Federal University of Rio de Janeiro (UFRJ) e l’organizzazione non-profit Il Sorriso dei miei Bimbi hanno selezionato 5 studenti del Polo territoriale di Lecco per partecipare a un ambizioso e stimolante progetto di tesi.

Il team di progettazione, selezionato tramite una call interna alla Scuola di Ingegneria Edile-Architettura, dovrà sviluppare una tesi utilizzando la metodologia IMM® a Rocinha, Rio de Janeiro, una delle più grandi favelas del sud-America.

 Gli studenti svilupperanno il loro progetto partecipando ad un programma condiviso tra Politecnico di Milano, Escola Politécnica, Federal University of Rio de Janeiro (UFRJ) e l’organizzazione non-profit “Il Sorriso dei miei Bimbi”, lavorando con i loro colleghi brasiliani e i membri della Onlus.

Un’intensa esperienza formativa basata sulla condivisione di idee tramite incontri e videoconferenze, coordinati dallo staff del Politecnico, dell’IMM® staff e dell’Università Federale di Rio. Inoltre uno dei 5 studenti selezionati trascorrerà il prossimo semestre in Brasile sfruttando un programma di mobilità internazionale che diviene così parte integrante di questo percorso.

A patrocinare l’intera iniziativa Polisocial, il programma di impegno e responsabilità sociale del Politecnico di Milano, che ha condiviso a pieno lo spirito del progetto che intende mettere l’università a stretto contatto con le dinamiche della società, estendendo la missione dell’Ateneo verso temi e bisogni sociali che nascono dal territorio, sia a livello locale che globale.

Il fine è quello di rinnovare le forme di ricerca e di didattica, accrescere un’attitudine responsabile e sviluppare capacità, competenze e nuovi valori nelle future generazioni di professionisti, sempre più consapevoli e preparati a rispondere alle sfide etiche.

 L’urbanizzazione è un processo di sviluppo dominante a livello globale che ha raggiunto una misura drammatica e creato una serie di problemi riguardanti la sostenibilità complessiva dell’ecosistema. Circa un terzo della popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo – quasi un miliardo di persone – vive in baraccopoli. Quale migliore sfida etica per i nostri studenti se non quella di affrontare un tema di grande attualità destinato a crescere nei prossimi decenni seconde le stime di UN-Habitat – Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani.

Come dovrebbe quindi l’urbanizzazione integrarsi con il tema della salvaguardia delle risorse naturali? Come prevenire danni su larga scala? Come dovrà essere gestita in futuro la crescente vulnerabilità dell’ecosistema urbano? Come svilupparne la resilienza? Che tipo di strumenti di pianificazione si renderanno necessari? Queste alcune delle domande a cui il team di progettazione selezionato cercherà di dare una risposta.

 

 Il contesto

Rocinha, con oltre 150.000 abitanti, è considerata la più grande favela del sud-America. Segnata da diversi scontri tra narcotrafficanti e polizia locale, Rocinha si è sviluppata nei primi anni ’30 attorno a un primo insediamento, fondato da immigrati italiani e del nord-est. Da allora la favela è cresciuta costantemente e oggi vi si trovano edifici di cemento e mattoni dotati di acqua, telefono e corrente elettrica (spesso abusiva), oltre ad attività commerciali.

Nel novembre 2011, dopo oltre 40 anni di “poteri paralleli”, Rocinha fu teatro di un importante evento storico: la PPU (Police Pacification Unit, o unità di pacificazione della polizia), insieme ai corpi speciali e altre squadre dell’esercito, ha occupato la favela e smantellato (solo parzialmente) la rete del traffico di droga. Nonostante questo, alla favela ancora mancano i servizi essenziali e molte famiglie vivono in condizioni di grave povertà e vengono spesso segnalati episodi di abuso di polizia, violazioni dei diritti umani e di cittadinanza. Di conseguenza, nuove richieste possono includere azioni di inclusione sociale, per aumentare la sicurezza, rafforzare sostenibilità e vivibilità e per fornire una mobilità efficiente, implementare soluzioni logistiche ed energetiche e nuovi servizi ecosistemici.

Un approccio integrato, come quello suggerito da IMM – Integrated Modification Metodology che ha lo scopo di migliorare le performance energetico/ambientali dei Sistemi Urbani complessi, attraverso una procedura articolata per fasi che opera su ambiti locali, può servire a meglio comprendere e quindi a utilizzare nuove strategie di progettazione per migliorare il contesto ambientale, l’inclusione sociale e le opportunità economiche.

 Il team selezionato

Chiara Naro – Corso di Ingegneria Edile-Architettura

Marta Giordano – Corso di Ingegneria Edile-Architettura 

Federico Cribù – Corso di Ingegneria Edile-Architettura

Eleonora Ravagli – Corso di Ingegneria Edile-Architettura

Veronica Mulfatti – Corso di Building and Architectural Engineering; trascorrerà il prossimo semestre a Rio nell’ambito del programma di scambio con la FURJ 

Coordinatori dell’iniziativa:

Prof. Massimo Tadi, direttore dell’IMMdesignlab, Politecnico di Milano

Prof. Gabriele Masera, coordinatore della Laurea Magistrale in Building and Architectural Engineering.

Prof. Gabriella Rossi, Federal University of Rio de Janeiro (UFRJ)

Dot.ssa Ida Castelnuovo, Polisocial Social Responsibility Programme.

Barbara Olivi, fondatrice e presidentessa de “Il Sorriso dei miei Bimbi”

 

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